«Rimango convinto di essere stato fortunato ad aver vissuto un'esperienza non solo così intensa da non poter essere accantonata e dimenticata, ma anche così speciale da continuare a risuonare profondamente dentro di me e a turbare la mia mente». La rivolta del decennio 1968-1978 in Italia non fu alimentata solo dalla rabbia sociale, ma anche da una intensissima gioia di vivere, soprattutto da parte del mondo giovanile. Giusti Zuccato ha conservato quella gioia anche mezzo secolo dopo, quando si è finalmente deciso, poco prima della scomparsa, a mettere per iscritto la sua storia rimanendo fedele al compito che si era prefissato dopo essere stato costretto a fuggire dalla sua terra natale: tramandare la memoria di quella straordinaria stagione.