Questo libro nasce con l'intento di offrire al lettore strumenti di riflessione personale radicati in una saggezza antica: quella della Cabbalà, la tradizione mistica ebraica. Con i suoi segni e le sue mappe simboliche (prima fra tutte l'Albero della Vita), la Cabbalà offre una bussola a quel «piccolo mondo» che è l'essere umano, affinché si orienti nel profondo intreccio tra corpo, anima e coscienza (un'idea che tra l'altro mostra consonanze inedite con le intuizioni delle neuroscienze contemporanee) e trovi in sé il riflesso della Luce infinita del Creatore, di quell'inizio (bereshìt) che continua ad aprirsi nel presente. Il linguaggio simbolico si trasforma allora in parola, esperienza, azione, nell'ahavàt chaverìm (amore tra compagni) che è cura e unione che non annulla le diversità. La trasformazione è delicata e il cammino resta fragile e aperto ma, proprio per questo, reale. Ogni scelta consapevole riapre uno spazio di senso. La vita viene scelta di nuovo: «amare dall'inizio, e ogni volta ricominciare».