Secondo l'autrice la divisione destra/sinistra ha perso di significato con la fine della Guerra fredda. La nuova divisione è quella che oppone statici e dinamici. Gli statici, o vogliono tornare indietro oppure vogliono assoggettare a controllo tecnocratico gli esiti del progresso economico e tecnologico. I dinamici sono gli anonimi artefici di questo progresso. I dinamici stanno cambiando il mondo, ma non sono ancora consci della loro forza e non condividono un progetto politico. Il saggio è un manifesto risolutamente dinamista.