Tetsuya Toyoda ci regala una peculiare raccolta di storie brevi, i cui protagonisti ricorrono più volte, costruendo un oggetto narrativo coeso e interamente incentrato attorno a un principio: in ogni storia ha un ruolo il caffè. Un regista scroccone e bugiardo, ma che forse è meno ciarlatano di quel che sembra. Un investigatore privato assunto per incarichi al limite del surreale. Il ruolo sociale dell'amatissima bevanda, in Giappone, è diverso rispetto all'Italia, eppure la sacralità del rituale del caffè è intatta e universale, e fa da catalizzatore a storie profondamente umane, raccontate con taglio adulto e disegnate in modo spettacolare e dettagliatissimo. Un manga autoconclusivo di una qualità rara e preziosa.