Cosa pensavano i consiglieri comunali di Reggio Calabria, sessant'anni fa, del Ponte sullo Stretto? E cosa ci dice oggi quella stagione di attese e occasioni mancate? Saverio Pazzano torna ai verbali del consiglio comunale degli anni Cinquanta e Sessanta, alle relazioni della commissione urbanistica, agli atti di un'epoca in cui il Ponte sembrava a portata di mano. Ne emerge un racconto preciso e appassionato: il mito del Ponte e l'espansione disordinata di Reggio sono legati a doppio filo. L'uno è stato il fondamento dell'altra negli anni decisivi in cui bisognava dare una forma alla città. Quella forma non fu mai davvero data, e i segni di quella mancanza sono ancora leggibili nel corpo della città. Non un saggio di urbanistica, né una storia locale: un esercizio di responsabilità. Perché riconoscere gli inganni del passato è il primo passo per non ripetere gli stessi errori - e per battersi per la propria terra a partire da premesse storiche. Il punto di vista è dichiarato: l'articolo 9 della Costituzione, la tutela del paesaggio e dell'ambiente, anche nell'interesse delle future generazioni. Una bussola antica e ancora necessaria.