Roma, 58 a.C. Il triumvirato di Cesare, Crasso e Pompeo tiene in pugno la città eterna, ma il potere si conquista ogni giorno, e si può perdere in un istante. Mentre Cicerone fronteggia la furia di Clodio, tribuno della plebe spietato e megalomane, capace di trasformare le associazioni artigiane di Roma in bande di sicari, e il faraone Tolomeo XII trama in esilio sulle rive del Tevere con una figlia di nome Cleopatra che già pensa come una regina, Cesare è lontano. Lontano, ma non al sicuro. In Gallia, tra foreste impenetrabili e popoli che non hanno nessuna intenzione di piegarsi all'aquila di Roma, il proconsole affronta il re germanico Ariovisto, quattrocentomila guerrieri e le trappole di una diplomazia barbara che non conosce regole. E da qualche parte, tra le fila dei capi gallici che fingono di essere alleati, si muove un giovane che i romani hanno appena imparato a nominare: Vercingetorige. Dopo il successo di "Roma sono io" e "Maledetta sia Roma", prosegue il grande progetto letterario di Santiago Posteguillo su Giulio Cesare con il racconto delle gesta più attese, quelle dedicate alla conquista della Gallia, la campagna militare più audace, più brutale e più decisiva dell'intera vita del grande condottiero.