Il titolo del volume allude sia all'odierno momento storico - in cui la «molteplice eccentricità o perifericità» del Mediterraneo tende a capovolgersi dialetticamente nel suo opposto, cioè in una «plurima centralità» - sia agli argomenti oggetto degli scritti in prosieguo presentati. Si tratta, in vero, di aspetti distinti ma convergenti, implicando, in entrambi i casi, vicende molteplici e varie, indotte, per un verso, dalle distinte sequenze (temporali e spaziali) che si alternano lungo le sponde del Mare Nostrum e, per altro verso, dalle esperienze oggetto della partecipe attenzione nutrita dall'Autore per le storie delle genti e delle culture che afferiscono alle rive di quel Mare. Le conflittualità tipiche di detto Mare sono colte nel loro susseguirsi in «corsi e ricorsi», da intendere non in un senso meramente (topo)grafico, e neppure solo geografico, quanto, piuttosto, nel senso di un vortice iperbolico, eccentrico, e quindi strano (ma proprio perché strano ed eccentrico sano e creativo, secondo un noto asserto di Gödel). Difatti, nel Mare che è, tra mille contraddizioni o incertezze, nostro e tuttavia globale, può percepirsi una sottesa e, se si ritiene, antitetica, ma innegabile apertura per l'avvento di un mondo migliore rispetto a quello in atto vissuto.