Kalunga è come una briska da viaggio, una porzione di tanti pensieri che seguono passi apparentemente sconnessi, in realtà uniti tra loro da un filo conduttore che collega mondi ad altri mondi, uomini e animali a territori tra i più disparati: dal Brasile Amazzonico a quello della savana tropicale degli stati interni del Mato Grosso, dagli universi deliranti e notturni di un Giappone onirico, a tratti cyberpunk, agli scenari sfumati di un Oriente umido e caldo, fino alle lande desolate e infinite del Sahara algerino, da secoli abitato dai nomadi Tuareg, conosciuti come gli uomini blu del deserto.