Una catastrofe educativa evidente; relazioni interpersonali e scenari mondiali dominati da violenza, cinismo, autoreferenzialità; disfattismo e pessimismo. Dinanzi a questo l'autore suona la carica per una ribellione che parta dal mondo degli adulti. Sono gli adulti a dover riscoprire la voglia di mettersi in gioco, la passione e la gioia di educare giovani generazioni a ribellarsi alla mediocrità, a sognare di cambiare il mondo. Adulti di riferimento, in formazione permanente; pronti a far gioco di squadra per un nuovo patto educativo, a creare alleanze per coltivare e realizzare visioni; disposti a rompere schemi e per intercettare le domande di senso camuffate da grida e silenzi nei loro figli. Da uomo, da credente e da prete, la proposta dell'autore attinge al vangelo e alla ragione, alla spiritualità e alla psicologia, alla quotidianità e al mistero, alla sapienza laica e al magistero dei pontefici, ai successi e ai fallimenti della propria esperienza di educatore.