Liberato vende case agli altri. Ma lui, dove abita davvero? Le sue giornate scivolano attraverso appartamenti pieni di vite in sospeso: coppie che recitano ancora la parte, vecchi che cercano stanze più piccole per occupare meno spazio nel mondo, clienti che non firmeranno mai niente e terrazzi abbastanza soleggiati da convincersi che, in fondo, andrà bene così. Poi rientra. Un frigorifero quasi vuoto. Un vicino che sente cigolii nei tubi e ci costruisce sopra teorie. Un amico infermiere che porta due birre tiepide e ci prova, a salvarlo. E poi c'è Sara, che forse non è mai stata sua e proprio per questo non smette di stargli addosso. Mentre porta gli altri verso nuovi inizi, Liberato rimane sulla soglia della propria vita. Non sceglie, non parte, non riesce nemmeno a capire cosa stia aspettando. A parte il resto è un romanzo ironico, malinconico e spietatamente umano. Parla delle cose che non diciamo, delle occasioni che lasciamo andare senza coglierle, e di quel momento (preciso, riconoscibile) in cui smetti di chiederti cosa vuoi davvero e cominci soltanto a sperare che qualcuno rimanga. Perché certe persone sono come certi appartamenti: entrano in silenzio dentro di te, e poi non se ne vanno più.