"A un certo momento della sua vecchiaia un autore prolifico è costretto a scoprire che dei molti libri che aveva progettato, quelli a cui teneva di più sono rimasti non scritti." Sono queste le parole che Mircea Eliade sceglie nel 1976 per introdurre "Occultismo, stregoneria e mode culturali", l'opera che raccoglie una selezione di conferenze e articoli scritti nei dieci anni precedenti, fra il 1965 e il 1975. Ai prediletti studi induistici si accompagnano commenti sulle tendenze culturali occidentali in tema di preghiera; osservazioni sull'influenza della stregoneria in Europa e sulle mitologie della morte; letture dei filosofi francesi strutturalisti e appunti sulle esperienze religiose legate al culto della luce.