Imprenditore o politico? Politico o antipolitico? Uomo della provvidenza o del maleficio? Il salvatore della patria o il suo affossatore? Un difensore dei propri interessi o di quelli collettivi? In un'Italia sempre più virtuale, ma drammaticamente vera, il Cavaliere Inesistente sancisce definitivamente la vittoria dell'immagine sulla sostanza e dell'involucro rispetto al suo contenuto. Dalla sua "discesa in campo" nel 1994, il giudizio su Berlusconi continua a dividere. La sua storia è la metafora dell'Italia di fine Novecento: un Paese che ancora coltiva velleità da grande potenza industriale, ma che al contrario deve fare i conti con la propria arretratezza culturale.