Il volume (curato da Simone Giorgino e Luciano Pagano) contiene il corpus delle poesie che Michele Truglia raccolse in un fascicolo, nel 2021, cui diede il nome di "Canti catacombali. ?o?e????? ?a??z?a?". «Quel fascicolo», come scrive Simone Giorgino nell'intervento all'interno di questo volume, «era già, nella sua struttura, un libro compiuto: l'ordine dei testi è stato rispettato fedelmente, perché rispecchia con ogni evidenza il progetto originario dell'autore, la sua volontà ultima di forma. [...] Il samizdat - la parola significa letteralmente «editato da sé» - non ha nulla a che fare con la vanity press contemporanea, ossia con quella produzione editoriale che risponde a un puro desiderio di visibilità. Il samizdat è altra cosa: è la circolazione clandestina di testi proibiti, fuori dall'editoria ufficiale, è il gesto del dissenso».