Il volume raccoglie le lettere che si scambiarono i due maggiori scrittori svizzeri del Novecento, amici, legati da una reciproca attrazione intellettuale, diversissimi per carattere, spesso in conflitto tra loro (celebre l'episodio in cui Frisch, in un famoso ristorante zurighese, prese a calci il collega, lanciandogli anche dei libri, complice anche una buona dose di cognac), fino alla definitiva rottura degli ultimi anni. L'epistolario inizia nel dopoguerra, quando il già affermato Frisch scrive al giovane Dürrenmatt complimentandosi con lui per la sua prima pièce. L'ammirazione degli inizi cede il passo prima a una fertile collaborazione (scambio di lettere e consigli), poi alle critiche e alle incomprensioni. Che portarono a litigi aperti e a continue riconciliazioni. Sospetti, accuse, punzecchiature non solo su argomenti letterari ma anche su questioni personali, politiche ed editoriali, sullo sfondo della vita mondana di Zurigo. Lo stile delle lettere rispecchia le due personalità: ombroso e tormentato quello di Frisch, ironico e a volte sarcastico quello di Dürrenmatt. Al di là del burrascoso rapporto tra i due scrittori e delle risse fuori scena che si possono immaginare, le lettere testimoniano anche del comune antifascismo, del malessere civile (in particolare sulla neutralità della Svizzera), delle passioni letterarie e teatrali che animarono i due scrittori fino alla morte.