Partendo dalla sua infanzia, trascorsa tra Roma e Torino, il libro segue la vita di Mario Giobbe dall'esperienza come aiuto regista dopo la maturità al suo ingresso in Rai come radiocronista nel 1968, raccontando i momenti più emozionanti della sua carriera, come il suo coinvolgimento professionale e umano nel sequestro Gadolla, e quelli più duri, come il "furto" di un suo servizio da parte di un collega durante l'alluvione di Genova nel 1970. Un ruolo centrale nel libro è riservato alla Coppa Davis del 1976 (di cui ricorre quest'anno il cinquantesimo anniversario), vinta dagli azzurri a Santiago del Cile. L'impresa viene raccontata attraverso gli occhi di Mario, unico cronista sportivo costantemente al seguito di quella nazionale e osservatore privilegiato di quegli eventi. Mario è anche voce iconica di quella vittoria, con il suo urlo liberatorio al match point di Paolo Bertolucci. Alla luce dell'importanza della Coppa Davis nel libro, e del ruolo di Mario come cronista sportivo.