Attraverso otto lezioni - diventate i capitoli di questo libro uscito per la prima volta forse nel 1899, poi certamente nel 1914 - il grande botanico e fisiopatologo pavese racconta con poesia e profondità l'esistenza delle piante, dalla nascita fino alla loro morte, soffermandosi sulla riproduzione, l'alimentazione, le malattie e persino la sensibilità di questi esseri che, scrive l'autore, potrebbero «teoricamente vivere all'infinito» poiché, «se non intervengono cause meccaniche che abbattano il fusto, reso meccanicamente debole per la carie interna delle parti più vecchie e per l'ingrandimento sproporzionato della corona, la pianta vive in eterno e, malgrado l'apparenza, eternamente giovane; in ciò superiore agli animali e agli uomini, i quali purtroppo invecchiano». Una lettura capace ancora oggi di insegnare molto e stupire per profondità a valore dei contenuti.