Il 31 maggio 1916 la Compagnia drammatica di Roma mette in scena la commedia "grottesca" in tre atti "La maschera e il volto" di Luigi Chiarelli. L'opera riscuote un grande successo di pubblico, accendendo dibattiti tra le fila della critica militante e imponendo il nome dell'autore nel panorama teatrale italiano e internazionale. Ricca di invenzioni sceniche, questa commedia del Novecento, ancora oggi riproposta, ha avuto il grande merito di incontrare le attese e le esigenze del pubblico e di interpretare i disagi, la "crisi" della contemporaneità, come è proprio del grande teatro. La ragione del suo successo risiede nella riuscita sintesi di comicità e tragicità, paradosso e realtà.