Sotto la superficie di una Buenos Aires inquieta, scorre la fibra nervosa dei racconti di Liliana Heker, in cui ogni pagina è un frammento di realtà tagliente, che graffia ma sa anche restituire squarci di speranza e ironia, con sguardo crudo e senza pietà per la nostalgia. L'eco degli anni feroci della dittatura militare argentina non abbandona mai il lettore: volti e voci che resistono, madri annodate ai ricordi, intellettuali in bilico sul filo dell'autodistruzione. In questa raccolta che lacera e consola, la famiglia, l'amore, la memoria e la città diventano campi di battaglia, dove l'assurdo si accende nei bagliori della quotidianità tra confessioni segrete e sconfitte luminose.