Per la prima volta in Italia, l'opera di ?lhan Berk, tra le voci più visionarie della poesia turca del Novecento, trova una forma compiuta in traduzione grazie alla curatela e alla traduzione di Nicola Verderame. Poeta della cosiddetta "Seconda Nuova", Berk attraversa linguaggi e tradizioni con una scrittura che è insieme sensuale, urbana e cosmica, capace di trasformare la città in materia viva e pulsante. In queste pagine, Istanbul non è solo un luogo, ma un organismo inquieto e contraddittorio: città di desiderio e rovina, di corpi, sogni e allucinazioni, sospesa tra sacro e profano. Le sue strade, i porti, i mercati e le figure che li abitano - marinai, vagabondi, amanti, santi e prostitute - diventano frammenti di un poema continuo, dove eros e memoria si intrecciano a una percezione acuta del mondo. Tra lirica amorosa e invenzione visionaria, Berk costruisce un universo poetico in cui ogni elemento partecipa a un'unica, vertiginosa tensione verso il senso. Una poesia che sfugge alle categorie e rinnova continuamente se stessa, portando il lettore dentro una lingua che è insieme corpo, storia e sogno. Un libro che introduce finalmente al pubblico italiano uno dei grandi maestri della modernità poetica europea, in una selezione che ne restituisce la forza innovativa e l'irriducibile libertà.