In "Esercizi di memoria" si può leggere uno dei ritratti più vivi di Jean-Paul Sartre, di cui il giovane Jean Cau fu segretario, prima di diventare uno dei critici più sferzanti e divertenti delle mode, dei tic e dei tabù della Rive Gauche che ruotava intorno al papa dell'esistenzialismo. Ma questo libro è soprattutto una delle testimonianze più brillanti del secolo scorso: ritratti di politici - de Gaulle, Mitterrand, Pompidou, Krusciov - e camei di attori e scrittori - Chaplin, Ava Gardner, Orson Welles, Lacan, Camus, Mauriac, Montherlant, Giono, Faulkner, Hemingway - si intrecciano a ricordi d'infanzia, descrizioni e confessioni, in uno stile libero e inconfondibile, animato da una contagiosa gioia di vivere. Di origine contadina nel sud della Francia - padre operaio, madre donna delle pulizie -, Cau fu il primo della famiglia a studiare fino al diploma, prima di salire a Parigi per il concorso dell'École Normale. Da qui nasce l'unicità del suo tono: aderente ai fatti più che alle teorie, incline all'oralità e al racconto condiviso. Giornalista a «L'Express» e poi a «Paris Match», definito «il più brillante reporter della stampa francese», in "Esercizi di memoria" ci conduce nei giardini del passato componendo un bouquet di ricordi da cui affiora il profumo del nostro tempo perduto e della nostra storia ritrovata. Postfazione di Stenio Solinas.