"Umano, troppo umano. (Per l'AI)" è un'antologia di racconti brevi che indaga, in chiave esistenziale e simbolica, il rapporto tra l'essere umano e le nuove intelligenze artificiali. Attraverso dieci testi autonomi ma dialoganti - da "Deviazione 0.03" a "Il gambetto di Prometeo" - l'autore esplora le trasformazioni della coscienza nell'era algoritmica, la perdita del limite, il paradosso dell'empatia simulata e la nostalgia dell'anima. Non si tratta di un saggio tecnico né di una distopia fantascientifica: è un viaggio filosofico-narrativo che coniuga introspezione, etica e immaginazione, fondendo l'eredità di Nietzsche e Pessoa con le inquietudini della civiltà postumana.