Un padre gigantesco, autoritario, convinto che la propria forza basti a tenere unito il suo mondo. Due figlie amate. Una casa. Un'eredità divisa troppo presto. Ivan Turgenev riprende il grande modello shakespeariano del Re Lear e lo trasporta nella Russia rurale dell'Ottocento. Il re diventa un piccolo proprietario terriero, il regno diventa una casa nella steppa, la tragedia del potere diventa tragedia familiare. Martin Petrovic Harlov decide di donare i propri beni alle figlie, credendo di assicurarsi rispetto, riconoscenza e pace. Ma quando il patrimonio passa di mano, anche l'autorità cambia padrone. Il vecchio padre scopre di non essere più temuto, né ascoltato e nemmeno necessario. La casa di cui era padrone comincia a respingerlo. Questo è un racconto breve e potentissimo sull'ingratitudine, sulla vecchiaia, sulla proprietà, sul crollo dell'autorità patriarcale e sulla ferocia nascosta dentro i rapporti familiari. La steppa diventa il teatro di una tragedia antica e modernissima: quella di un uomo che crede di poter cedere tutto senza perdere sé stesso. Un classico russo intenso, limpido e crudele, nella traduzione in italiano moderno: per leggere Turgenev con chiarezza, forza narrativa e piena comprensione del suo valore umano e sociale.