Lorenzo Roccaforte è in una cantina nella periferia di Torino. Ma chi è la donna che lo tiene in ostaggio? E perché? Per rispondere a queste domande, il diciassettenne ripercorre il suo passato criminale nella speranza di trovare il modo di salvarsi: il presente della prigionia si intreccia con la memoria di un giovane sospeso tra immaturità, ambizioni criminali e ricerca di una propria identità. Attraverso i suoi flashback, emergono una vita familiare instabile, l'assenza del padre, il legame ambiguo con una figura paterna putativa e una quotidianità segnata da insicurezze e fallimenti. In questo vuoto affettivo e identitario, Lorenzo sviluppa il desiderio di affermarsi come criminale, ispirato da modelli quali Luciano Lutring e Renato Vallanzasca. Inizia così un percorso fatto di piccoli reati, furti e aggressioni, passando da azioni improvvisate come il furto di un orologio durante un colloquio di lavoro, fino a rapine maldestre che rivelano tutta la sua inesperienza. La sua discesa nel mondo del crimine, però, non è mai lineare né glorificata: ogni tentativo di "ascesa" si scontra con errori, paura e conseguenze impreviste, mentre la sua vita emotiva resta sospesa tra il desiderio di normalità e l'attrazione per una fama criminale immaginata. Ne emerge il ritratto di un adolescente irrisolto, diviso tra il desiderio di essere qualcuno e l'incapacità di diventarlo, intrappolato in un'idea distorta di successo e identità. Un romanzo dal realismo crudo e coerente, che racconta il vuoto, le illusioni e le derive di una giovinezza contemporanea senza punti di riferimento.