Cosa significa crescere quando il mondo intorno crolla, quando la guerra entra nelle case e la vita si impara più per istinto che per logica? Giuliana Pini ci accompagna lungo Viale Moreali, nel cuore di una Modena sospesa tra bombe e sogni, tra povertà e bellezza. Con una voce libera, irregolare e profondamente autentica, racconta la sua infanzia durante la guerra, gli affetti familiari, il dialetto che diventa identità e l'arte che si trasforma in salvezza. Tra nonni contadini e zie artiste, tra il rigore di una madre e la leggerezza di un padre visionario, prende forma una storia di formazione fuori dagli schemi, in cui ogni caduta è una deviazione necessaria e ogni incontro un segno del destino. Dalla campagna modenese ai teatri, dalle aule del Venturi alla Bologna inquieta degli anni di piombo, questo libro è il racconto di una vita vissuta "di traverso", dove la logica lascia spazio all'intuizione e la fragilità diventa forza. Un memoir intenso e vibrante, capace di restituire il senso profondo di un'esistenza che, nonostante tutto, ha sempre scelto di cercare la meraviglia.