«Fu un movimento relativamente piccolo [...] ma coronato dal successo, che portò la strategia della guerriglia sulle prime pagine di tutti i giornali». Così il grande storico marxista Eric Hobsbawm, parlando di Cuba, inquadra quello che fu un avvenimento che cambiò la storia del Novecento. L'isola caraibica era allora una colonia "di fatto" degli Stati Uniti e, dopo la rivoluzione, venne immediatamente considerata una minaccia, sia per le politiche di radicali trasformazioni sociali, sia per la volontà di Cuba di cambiare il volto dell'intero continente e, in generale, per la sua scelta di sostenere ovunque il rifiuto dell'imperialismo e del neo-colonialismo statunitense ed europeo. "La dichiarazione dell'Avana", contenente discorsi di Fidel Castro difficili da reperire o ancora inediti in italiano, testimonia lo slancio rivoluzionario di Cuba: un vero e proprio manifesto comunista scritto pensando al destino dell'America Latina e alle lotte di liberazione di tutti i popoli del mondo. Un percorso di libertà e di emancipazione che, dal basso del sud globale, ha chiamato e continua a chiamare gli oppressi alla lotta contro la cupa fortezza del capitalismo occidentale.