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Le parole sono corpi tattili

"La mia patria è la lingua portoghese": così Pessoa dichiara la propria esclusiva appartenenza alla parola, che è per lui un "corpo tattile" cui donarsi per intero, un tempio da difendere contro lo scempio di chi parla e scrive male. I "Saggi sulla lingua" che aprono questo volume testimoniano, tuttavia, non solo l'amore, ma anche l'acuta riflessione sulla natura del linguaggio e la storia della lingua. Alla luce di tali riflessioni, il volume presenta un'articolata raccolta di testi letterari pessoani che attestano l'eccezionale latitudine delle sue navigazioni nella parola: "Il Caso Vargas", romanzo giallo di cui qui si propone la prima ricostruzione integrale, con il raziocinio allucinato del "decifratore di sciarade" Abilio Quaresma, per il quale la risoluzione di un delitto non è che un processo deduttivo e la morte un fatto soltanto linguistico; "Il banchiere anarchico", sovversione discorsiva, ferocemente sarcastica, dell'utopia rivoluzionaria; "Il marinaio", misteriosa veglia funebre in cui la parola non conclude più nulla e diventa oblio; le "Favole per le nazioni giovani", in cui invece la parola consiste nell'esercizio di un'intelligenza dissacrante e satirica che, per mezzo di un irresistibile nonsense, fa strage di ogni ipocrisia; infine, "Le strade che prendiamo", racconto di O. Henry tradotto in portoghese dal bilingue Pessoa, per il quale ogni atto di comprensione letteraria è in fondo un tradurre che "fa divenire universale come la musica l'arte espressa in lingua".
Scritto da
Argomento Libri Narrativa Classici
Collana Verso
Editore Vertigo
Tipologia
Libro
Pagine 208
Pubblicazione 2012
ISBN 9788862060387
 

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Le parole sono corpi tattili
15,00 €

 

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