"Paesaggio di fronte" è un libro costruito come un regesto poetico, un montaggio di frammenti che attraversano secoli e registri diversi per restituire la densità di un unico luogo osservato nel tempo. Documenti d'archivio, cronache, voci quotidiane, paesaggi contemporanei e memorie di guerra si intrecciano senza gerarchia, creando un paesaggio stratificato, dove il reale e il fantasmatico convivono. La precisione quasi documentaria convive con una forte tensione lirica, trasformando l'archivio in esperienza sensibile. Ne emerge un libro che interroga il nostro modo di vedere, ricordare e abitare lo spazio, lasciando affiorare una verità non storica ma percettiva e poetica.