Non tutte le poesie cercano di dire qualcosa. Alcune si limitano - ed è giã molto - a trattenere. Un'immagine prima che svanisca, una luce prima che cambi, un nome prima che il silenzio lo riassorba. È da questo impulso, semplice e necessario, che nasce "Frammenti d'anima". Daniela Pellegrino scrive in italiano e in francese - non per esibire un doppio registro, ma perché la sua vita abita davvero due lingue, due città, due modi di guardare le stesse cose. Roma e Parigi. Il mare greco e le strade d'autunno. I libri polverosi dei bouquinistes sulla Senna e le pietre eterne del Palatino. I luoghi, in questi versi, non fanno da sfondo: sono presenze vive, capaci di custodire pensieri e restituire silenzi. La raccolta si articola in cinque sezioni - elementi, tempo e memoria, legami, presenze, percezioni - che non costruiscono un racconto, ma dispongono frammenti di un paesaggio interiore in continuo divenire. Ci sono le poesie dedicate ai figli, alla sorella scomparsa, al compagno di viaggio, alla famiglia come porto che tiene anche quando qualcosa manca. E ci sono le poesie che nessuno dedica a nessuno, perché appartengono a tutti: quelle sul tempo che non scorre in linea retta, sulla memoria come valigia che non si può abbandonare, sull'empatia come dono e come peso.