Cosa resta di una madre? Non solo il sangue, non solo il nome, ma una traccia più profonda: una radice che continua a lavorare sotto la pelle. In "Radice madre", Costanza Savini racconta fuori da ogni retorica il legame tra una figlia e una madre. Monica Ruiz è una scienziata che studia le piante come sistemi viventi in comunicazione con l'umano, una donna che non separa mai conoscenza e visione, rigore e desiderio. Ada, sua figlia, ne ricostruisce la storia attraverso taccuini, ricordi e la voce di un uomo che l'ha amata. Tra genetica e mondo vegetale, eros e lutto, il romanzo attraversa la maternità come esperienza ambigua e potente, mai pacificata. Un racconto sull'eredità che non si vede, su ciò che passa da un corpo all'altro senza chiedere permesso.