In una Nuova Zelanda sospesa tra mito e realtà, una donna maori dà la caccia a una creatura leggendaria chiamata Manaya. La loro rincorsa tra foreste e scogliere sembra raccontare una storia di odio e vendetta, ma il presente si intreccia con il passato: anni prima, in un villaggio rurale, la fragile Rangi scopre nel silenzio di una creatura prigioniera qualcosa che le manca da sempre. Tra leggende ancestrali e segreti custoditi nella roccia, i piani temporali si sovrappongono fino a comporre una rivelazione destinata a cambiare ogni prospettiva. Con Manaya, lo scrittore e disegnatore Carmine Di Giandomenico consegna al pubblico, dopo quindici anni di lavoro, un graphic novel intenso e profondamente autoriale che indaga la paternità e il silenzio emotivo attraverso una costruzione narrativa raffinata e visivamente potente. Il formato orizzontale valorizza la dimensione cinematografica delle tavole, alternando sequenze spettacolari a momenti di intimità sospesa. Un'opera matura e ambiziosa che conferma Di Giandomenico tra i maestri contemporanei del fumetto. Nel silenzio si nasconde ciò che non si riesce a dire. Ed è proprio lì che a volte nasce l'amore più difficile.