Un divertente personaggio citato in questo libro ha resistito alla tentazione di scrivere per ottant'anni; raggiunti questi ultimi, si è ricordato di una delle sue battute preferite (pronunciata non certo nella performance migliore) che così recitava: "Parla adesso, o tacerai per sempre". Spinto dalla paura di "tacere per sempre", ha deciso che era giunta per lui l'ora di parlare, cioè di scrivere. Che, però, è e dovrebbe rimanere un piacere, perlomeno alla vigilia di Natale. Per le paure ci sono tutti gli altri giorni dell'anno.