Il volume raccoglie i contributi di alcuni artisti internazionali che hanno fatto parte delle due edizioni del Performing Festival: Regina José Galindo, Nezaket Ekici, Alfredo Jaar, Donna Kukama, Branko Miliskovic, Daniela Ortiz, ORLAN, Lerato Shadi, artisti il cui lavoro e la cui provenienza invitano ad analizzare il concetto di "Global South" e come sia cambiato nel corso degli ultimi quarant'anni, per riflettere su asimmetrie di potere, disuguaglianze e postcolonialismo. Gli artisti coinvolti provengono da paesi come Cile, Perù, Guatemala e Sudafrica, ma più che la provenienza è una certa sensibilità a unirli. Una sensibilità che trova il suo riflesso in un disegno spaziale: la "Willy Brandt Line", una linea che attraversa il globo, insinuandosi tra continenti, paesi, terre e acque. Una linea immaginaria che divide e sottolinea le differenze tra ciò che è intenso come progressivo e ciò che è precario, tra ciò che è avanti e ciò che è dietro, tra l'opportunità e lo svantaggio.