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Arte povera. Dialoghi-Dialogues

Uno dei tratti che accomuna gli artisti dell'Arte povera è decostruire le cose e non privilegiare il materiale come fine a se stesso. È probabile che, tra gli artisti del movimento, ci sia anche un distinguo tra materiale e materialità. Gli artisti dell'Arte povera, per esempio, non hanno la scultura come obiettivo. Ricercano piuttosto il processo, l'esperienza; hanno piuttosto uno sguardo critico sulla produzione estetica. Per riprendere la parola, sono piuttosto "anestetici". Come in un certo modo, peraltro, Celant riconosceva nell'intuizione della sua mostra "IM spatio, immagine, spazio" la ricerca di una dimensione diversa. Oltre a interrogarsi sul materiale, sul primato dell'esperienza, che mi sembra assolutamente fondamentale, sulla dualità tra l'uomo e la natura, c'è la confutazione del concetto di stabilità, l'impermanenza delle cose. Questa dimensione analitica e concettuale è in Italia una maniera per collocarsi rispetto al dominio di un modello che sarebbe venuto dall'America. Testi di Bernard Blistene, Agata Boetti, Bruno Corà, Valerie Da Costa, Sebastien Gokalp, Marc Donnadieu, Elena Geuna, Sebastien Delos.
A cura di ,
Traduzione di ,
Argomento Libri Altro
Editore Forma Edizioni
Tipologia
Libro
Pagine 216
Pubblicazione 2025
ISBN 9788855211741
 

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Arte povera. Dialoghi-Dialogues
40,00 €

 

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