fbevnts Il mezzo regno degli spagnoli. Cronache di Puglia sul prorex Consalvo di Cordova - Arturo Bascetta - ABE - Libro Ancora Store
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Il mezzo regno degli spagnoli. Cronache di Puglia sul prorex Consalvo di Cordova

Il mezzo regno degli spagnoli. Cronache di Puglia sul prorex Consalvo di Cordova

Ultime schermaglie franco-aragonesi. La Sicilia agli spagnoli in cambio di aiuti. Tutti volevano aiutare Ferrante II a riconquistare il suo reame, almeno sulla carta. Lo avrebbero fatto con la sollevazione della stessa Napoli, a cui Francesi avevano concesso privilegi ed esenzioni da 200.000 ducati, sperperando però le casse del Regno senza prudenza e senza oculatezza, «parte per incapacità parte per avarizia, confusono tutte le cose: perché la nobiltà non fu raccolta né con umanità né con premi, difficoltà grandissima a entrare nelle camere e udienze del re, non fatta distinzione da uomo a uomo, non riconosciuti se non a caso i meriti delle persone, non confermati gli animi di coloro che naturalmente erano alieni dalla casa d'Aragona, interposte molte difficoltà e lunghezze alla restituzione degli stati e de' beni della fazione angioina e degli altri baroni che erano stati scacciati da Ferdinando Vecchio». L'odio contro gli Aragonesi, inoltre, andava via via spegnendosi con la sopraggiunta compassione per il giovane Ferrandino, il quale, mentre Carlo VIII meditava di rimandare l'acquisto della sua metà del Regno, preparò la riscossa. Partito da Ischia per la Sicilia Ferrandino si unì quindi allo zio e alle truppe spagnole di Consalvo, ingrossando le fila coi Calabresi che mai lo avevano tradito mantenendo viva la fortezza di Reggio. Anche l'armata veneziana tornava sulle coste pugliesi guidata dal Capitano Antonio Grimanno. Tutto ebbe dell'incredibile, compreso l'ardore con il quale il Re di Francia e la sua Corte fecero un inatteso dietrofront. Con la vana promessa di ritornare Carlo si fece rendere l'omaggio feudale dai Signori e, messa la Corona del Regno sul capo per mano di Giovanni Ioviano Pontano in nome del popolo napoletano, il 22 maggio 1495 si nominò Re di Napoli e ripartì. Lo raffreddò la decisione di Ludovico il Moro di approntare una Lega con papa, imperatore e veneziani contro i turchi, pronti a calare sulle coste. Perciò, con gran fretta, in quel 24 maggio 1495, Carlo VIII sloggiò, mentre Ferrandino, presa Reggio, si scontrava a Seminara con D'Aubigny, cadendo e rischiando di essere ucciso per l'imperizia delle forze alleate spagnole. Il Re si salvò grazie a Giovanni de Capua, fedele paggio di gioventù, che perse la vita e gli permise il ritiro a Palmi per tornare a Messina. Regina e Infanta l'attesero trepidanti, prima che tornasse da vincitore, accolto dagli applausi sotto una pioggia di fiori, e perfino acclamato come liberatore.
Scritto da
Argomento Libri Saggistica e Varia Storia e filosofia
Editore ABE
Tipologia
Libro
Pagine 214
Pubblicazione 2026
ISBN 9788872976357
 

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Il mezzo regno degli spagnoli. Cronache di Puglia sul prorex Consalvo di Cordova
65,00 €

 

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