Il secondo volume dell'autobiografia di Ardengo Soffici intitolata "Autoritratto d'artista italiano" nel quadro del suo tempo copre un arco temporale che inizia con lo spostamento della famiglia a Firenze nel 1893 e si conclude con la morte per malattia del padre Giovanni, avvenuta pochi anni dopo. «Quella descritta nei primi capitoli di Passi fra le rovine», scrive Simonetta Bartolini nell'introduzione, «è una lenta, desolante e consapevole discesa agli inferi di cui la memoria conserva un ricordo progressivamente più nitido nella misura in cui, seppure depositati in un'intelligenza che sembra intorpidita, l'autentica anima d'artista che si va formando riesce a trattenere gli elementi significativi di quella dolorosa iniziazione».