"Siamo ciò che ci raccontiamo, storie di strada e di tennis" è il diario intimo di un cronista, che ha passato buona parte della sua vita a scavare nella vita degli altri. A fine corsa decide di ribaltare la prospettiva, infrangendo qualche regola e andando a scavare dentro se stesso, nei suoi affetti e nei suoi pensieri. Con la memoria di uno smemorato che lascia per strada un po' di fatti. L'autore a 16 anni scrive una lettera a Oriana Fallaci che rispondendo da New York dà una svolta alla sua esistenza, proiettandolo da Rossano, nel cuore della Calabria, a Kabul, in Ciociaria o in piazza Tienanmen, dove un giovane con le borse della spesa tenta di fermare un carro armato e le tante guerre che sono dentro e fuori di noi. La vita diventa come quella pallina da tennis che incanta e ci trascina nelle sue mille evoluzioni; apparentemente noiosa nei suoi rimbalzi, come la filosofia. Dipende da chi la colpisce e come. La partita è tutta da scoprire.