L'economia di guerra, le transizioni digitali ed ecologica, la finanziarizzazione della natura, l'espansione nelle piattaforme continentali, nell'Artico, negli oceani, nell'atmosfera e nello spazio, nel futuro prossimo, sono le nuove frontiere dell'accaparramento della terra: un modello estrattivista che continua a caratterizzare i padroni della terra. Si moltiplicano così le zone di sacrificio, le terre e acque morte, l'espulsione delle comunità rurali e indigene, gli omicidi dei difensori dei diritti umani e dell'ambiente, mentre crescono le diseguaglianze e l'estinzione di specie animali e vegetali. Sono urgenti una reale trasformazione dei modelli di produzione e di consumo, nuove regole e nuove lotte per contrastare le grandi asimmetrie di potere. L'economia circolare non basta. Nuove economie post-crescita e filosofie per la sufficienza e vita buona dovrebbero caratterizzare il dibattito pubblico. Più a fondo è essenziale un cambiamento culturale, evolverci dall'antropocentrismo al biocentrismo.