Il libro che il lettore ha tra le mani si intitola Alterità. Si tratta di una raccolta di saggi in cui Amedeo Di Sora fornisce più o meno brevi ritratti di personalità ai suoi occhi autorevoli, ovvero figure che, in qualche modo, hanno influenzato il suo cammino di artista e intellettuale. Il fatto che l'autore lasci sottintesa - e neanche poi tanto, in effetti - questa sorta di "figliolanza culturale", però, mostra che questi ritratti critici sono, se letti in filigrana, degli auto-ritratti, ovvero degli scritti mediante cui Di Sora, parlando di un altro, parla anche di sé. In quest'ottica, il titolo del libro può essere considerato un abilissimo stratagemma per nascondere un'autobiografia intellettuale o, per dirla alla maniera di Benedetto Croce, un Contributo alla critica di me stesso da parte di Amedeo. Del resto, come si vedrà, il rapporto con l'io è, per Di Sora, tormentato e problematico al punto da rendere difficoltoso un ricorso troppo disinvolto alla scrittura in prima persona. L'autobiografismo di Di Sora può realizzarsi solo parlando d'altri.