Ispirato, misterioso, profetico. "La Casa del Borgomastro" è un racconto incollocabile: pare una corrispondenza dal passato, disegna scenari futuribili, rimane attualissimo. Ritmi suadenti, talvolta divertiti, a tratti persino poetici, cullano una lettura che tuttavia giunge a svelare vicende dure e velenose: un espediente, una sorta di "ipnosi letteraria" tramite la quale rievocare punti cardinali smarriti. Una grande metafora sulla vita, in cui una dimora si anima delle coscienze dei suoi abitanti e offre materia alle dinamiche di un'umanità ostaggio della cultura del potere. Contro la sua schiacciante avanzata resistere sembra un'ostinazione fallimentare; eppure proprio il fallimento, l'esperienza del tradimento e l'ineluttabile conseguenza del dolore, assurgono a inesorabili riti di passaggio verso una nuova forma di lotta e di vittoria.