Nei trattati di storia, e del cibo in particolare, l'opera I pomi d'oro di Giovan Francesco Angelita è menzionata in più occasioni, ma in modo sommario e sintetico, senza un'analisi critica approfondita. Ad oggi, infatti, manca un intervento sistematico e specializzato da parte di botanici, naturalisti e filologi, il che lascia spazio a una comprensione ancora incompleta e parziale del suo contenuto e delle sue implicazioni. Si auspica, pertanto, che un futuro studio interdisciplinare possa finalmente colmare questa lacuna, restituendo a questa opera la sua piena rilevanza, non solo nell'ambito della storia del cibo, ma anche nelle più ampie cornici della botanica e delle scienze umane. Lo scopo di questa edizione è quello di favorire la fruizione del testo, dal momento che la lettura delle pagine originarie risulta ostica per l'uso di caratteri dalle fogge antiquate e per la prosa molto involuta usata dall'autore. Ora la lettura è facilitata con l'adeguamento dei caratteri e della punteggiatura all'uso moderno. Pubblicata a Recanati nel 1607, l'opera circolò sicuramente nella cerchia delle conoscenze dell'autore ma non è nota la tiratura.